Un cavallo per amico

riunione programmazione

Quando: 
Mercoledi, 16 Gennaio, 2013 - 18:30 - 20:00

riuione dei genitori per decidere le manifestazioni cui prendere parte e le attività esterne da promuovere presso il Centro Giovanile IlBullone di Ca De Fabbri

riunione soci

Quando: 
Mercoledi, 19 Settembre, 2012 - 18:00 - 20:00

la riunione soci e programmazione anno nuovo verrà fatta presso il Centro Giovanile il Bullone di Ca De Fabbri

parliamo di Natural Horsmanship

Alla fiera dell'est, per due soldi, un topolino mio padre comprò
E infine il Signore, sull'angelo della morte, sul macellaio,
che uccise il toro, che bevve l'acqua, che spense il fuoco,
che bruciò il bastone, che picchiò il cane, che morse il gatto,
che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò...".
Il classico di Branduardi è giunto (per "serendipità"?) alla mia mente, quando ho letto un interessante articolo intitolato "PNHT: Post Natural Horsemanship Trauma", firmato da Francesco De Giorgio.
L'autore sottolinea -giustamente- il fatto che le tecniche identificate con il nome di "Natural Horsemanship" siano in realtà basate perlopiù sull'applicazione del rinforzo negativo, senza quindi coinvolgere -se non in modo relativamente marginale, aggiungerei io - elementi derivanti dallo studio etologico del comportamento del cavallo in natura. Niente "leadership" dunque, nessun rapporto idilliaco tra il cavallo e il suo padrone/cavaliere; soltanto applicazione delle buone vecchie leggi di un Apprendimento che passa attraverso le varie forme di condizionamento possibili.
Tanti cavalli, secondo alcuni "zooantropologi", potrebbero aver subìto traumi e acquisito disordini psichici e comportamentali a causa dell'applicazione, da parte dei loro addestratori/educatori, di metodi come quelli dei vari Monty Roberts e Pat Parelli... E pensare che costoro parevano fino a un istante fa essere considerati tra le fila degli appassionati di cavalli come gli alfieri della Doma Dolce, quella che permette di costruire col cavallo un rapporto basato sul rispetto reciproco, e che può ricostruire nell'equino quella fiducia andata perduta a causa di precedenti errori ed abusi perpetrati da persone prive della cultura equestre e della sensibilità necessarie allo svolgimento di un buon lavoro.
Ironia e sarcasmo a parte, io -che sono un cavaliere "tradizionale"- credo che Parelli, Roberts ecc...siano validissimi trainers; così come credo che attorno al loro operato sia stato creato un business che per certi aspetti mi lascia un po' perplesso.
Utilizzano rinforzi negativi? Poco male; anzi ottimo. Non vedo dove sia l'abuso sull'animale, nel momento in cui rinforzo negativo significa mettere il cavallo nella condizione di imparare a riconoscere la soluzione che deve adottare per levarsi di torno una "pressione" genericamente intesa, la quale può essere costituita dal semplice dover continuare a correre (O far questo significa già sconfinare in un approccio "cognitivo-relazionale"? Mah... Problemi di forma, più che di sostanza). Non mi pare che in tutto questo ci siano elementi che indichino che l'animale non sia considerato un "soggetto", bensì una macchina. Nessun buon addestratore, formalmente istruito o meno, considera il cavallo o qualsiasi altro animale una macchina.
Concetti quali "stimolo condizionato", "risposta condizionata", "rinforzo positivo e negativo", li considero validi tanto per gli animali quanto per gli esseri umani, e li prendo per quello che sono: schematizzazioni rappresentative di alcune leggi dell' Apprendimento. Leggi filtrate ogni volta dal carattere, dalle personali attitudini e inclinazioni, insomma dalla soggettività di ciascun essere vivente, passibile sicuramente di essere traumatizzata da chi, per esempio, pur mosso dalle migliori e più rispettose intenzioni, si lancia in "avventure educative" dopo aver speso poche ore -ma magari tanti soldi- in clinics spesso inevitabilmente troppo schematici e sommari, che non possono permettere a nessuno di costruire quella sensibilità, quel feeling, quella conoscenza necessari a realizzare qualcosa di veramente valido ed efficace.
Non è il rinforzo negativo, ma un trainer improvvisato che ripete una lezione a memoria, a creare potenziali traumi al cavallo così come a sè stesso; e non c'è d'altra parte approccio Veramente Etologico che tenga: nessun cavallo è stato creato da Madre Natura per portare sulla schiena una sella in cui un bipede sta saldamente inforcato. Ma tra il "bianco" del lasciare un cavallo libero nei prati senza mai disturbarlo o chiedergli cose strane, e il "nero" di costringerlo brutalmente in schiavitù, ci sono strade che consentono attraverso l'esperienza e la delicatezza d'animo di instaurare "collaborazioni interspecifiche" affascinanti e segnate dal rispetto reciproco. A chi fosse interessato a percorrerle consiglierei di affidarsi a una persona di cavalli "vera", magari senza stemmi e etichette da portarsi appresso, magari non avvezza a tenere corsi e seminari nel senso più tradizionale dei termini, e di starle dietro per ore, giorni, mesi, se può farlo; perchè i cavalli richiedono molto, moltissimo tempo.
Altrimenti c'è sempre la possibilità di dirigersi alla fiera dell' Est e dei Fondamentalismi e cominciare col comprare un topolino...

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restituzioni

Quando: 
Mercoledi, 4 Aprile, 2012 - 16:00 - 20:15

dalle ore 16,00 il DR. Ronchi incontrerà i genitori per dare le restituzioni delle osservazioi in campo e rispondere alle domande o richieste di consigli

riunione soci

Quando: 
Venerdi, 27 Gennaio, 2012 - 17:30 - 19:30

iniziamo l'anno con la programma zione delle attività
-visita al centro di Monte Adone
-festa uisp
-giornate di elaborazione in maneggio
-relazione coi gruppi operativi
-supervisione psicologo
-controllo orari
-regolamento
-possibilità di altre sedi operative
-varie ed eventuali

un progetto aperto

si sviluppa attraverso -il cavallo per l'elaborazione creativa di tutta la parte emozionale e simbolica -il gioco per esercitare l'equilibrio ,il coordinamento motorio , la muscolatura , i sistemi adattativi -la relazione per avere un aumento della fiducia in se stessi superando piccole paure , migliorando i tempi di attenzione e controllo, gestendo le proprie pulsionalità OBIETTIVI - aiutare all'osservazione -valorzzare la relazione di accudimento -stimolare la capacità di verbalizzare le esperienze -consapevolizzare le emozioni -migliorare la conoscenza di sè e della propria immagine -apprendimento della responsabilità e della collaborazione -sviluppo dell'integrazione sociale
 
http://cavallomagazine.quotidiano.net/cavallomagazine/2011/03/12/472466-...

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Equamente

 La bellezza della relazione nella ricchezza della diversità